Il termine microscopio deriva dal greco e significa μικρόν mikrón “piccolo” e σκοπεῖν skopéin “guardare” infatti è uno strumento che consente di ingrandire o produrre immagini di oggetti piccoli altrimenti impossibili da studiare a occhio nudo.
L’ingrandimento è il rapporto tra le dimensioni dell’immagine ottenuta e quelle dell’oggetto originale.
I microscopi che si utilizzano comunemente sono ottici, ciò significa che utilizzano la luce visibile e sono costituiti da un sistema di lenti adatto a focalizzare la luce nell’occhio o in un altro dispositivo rivelatore.

Un microscopio digitale è una variante di un microscopio ottico tradizionale che utilizza l’ottica e una fotocamera digitale per trasmettere un’immagine a un monitor tramite software in esecuzione su un computer, un tablet o un cellulare. Esso ha una sorgente luminosa a LED e non è previsto l’osservazione diretta del campione attraverso un oculare.
Quali sono i vantaggi di un microscopio digitale?
Si possono utilizzare differenti effetti per studiare gli oggetti:
EDR (Extended Dynamic Range) permette di ottenere un’immagine migliore della superficie scattando 3 foto a diversi livelli di esposizione (standard, sottoesposto e sovraesposto) e combinandole;
AMR (Automatic Magnification Reading) rileva automaticamente l’ingrandimento e lo memorizzato con l’immagine scattata;
FLC (Flexible LED Control) permette di controllare i LED illuminando il campione in modi differenti;
Filtro polarizzatore: è un filtro ottico che polarizza la luce che lo attraversa, permette di ridurre i riflessi sugli oggetti brillanti migliorandone il contrasto, è molto utile quando si osservano oggetti brillanti o riflettenti come metalli, plastica, vetro, gioielleria o parti elettroniche, ma anche per l’utilizzo in dermatologia per l’analisi della pelle o del cuoio capelluto.
Vediamo insieme i campi di applicazione:
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