Classificazione acustica degli edifici

 

 

L’inquinamento acustico è normato dalla “Legge 26 ottobre 1995, n. 447”. Le misure di verifica delle prestazioni in opera devono essere affidate a professionisti abilitati e iscritti negli appositi albi. La norma UNI 11367 del 2010 definisce una procedura per la classificazione acustica degli edifici secondo misure fonometriche e stabilisce che dal 2011 vadano obbligatoriamente certificati. E’ responsabilità del direttore dei lavori dichiarare che la costruzione rispetta tutti gli obblighi di legge, compresi i requisiti acustici, per poter ottenere dal comune il certificato di agibilità.
Per essere sicuri del rispetto della normativa, è necessario (anche se non obbligatorio), il collaudo acustico dei requisiti acustici. Per essere valide legalmente, le misurazioni devono essere eseguite da un tecnico competente in acustica ambientale, con fonometro in classe 1 tarato da un laboratorio certificato da meno di due anni.

 

La responsabilità dei professionisti

 

  • Progettista risponde in sede civile nei confronti del committente e degli acquirenti degli immobili (art. 1669 c.c.) quando il danno è grave, se il progetto non è conforme al D.P.C.M. 5 dicembre 1997 e ai regolamenti locali edilizi e d’igiene, nel caso siano più restrittivi della norma nazionale. Se non ha le conoscenze tecniche per la progettazione dei requisiti acustici, deve avvalersi di un progettista acustico. La responsabilità del progettista può essere estesa anche ai produttori di materiali quando la certificazione del materiale utilizzato risulta non veritiera.
  • Direttore dei lavori se non è competente in materia dei requisiti acustici, deve darne comunicazione al committente e richiedere l’assistenza o avvalersi di un tecnico qualificato in materia. Dichiara la conformità anche delle unità abitative o delle parti restanti dell’edificio non sottoposte a collaudo acustico, estendendone la validità a tutto l’
  • Progettista degli impianti e direttore dei lavori degli impianti rispondono degli impianti (centrale termica, ascensore, ecc.) che risultano rumorosi oltre i limiti di legge.
  • Collaudatore acustico deve effettuare correttamente le misurazioni per la verifica in opera dei cinque requisiti acustici stabiliti dal D.P.C.M. 5 dicembre 1997. Nel caso di un edificio composto da più unità immobiliari, il collaudo è valido soltanto per le parti sottoposte a verifica, che il tecnico deve indicare in modo preciso nel certificato di collaudo e di cui si assume la responsabilità.

 

 LE NOSTRE SOLUZIONI:

 

 

 

 

 

 

Calcolo dell’isolamento di una facciata con cassa direzionaleCalcolo dell’isolamento di una parete con il dodecaedroCalcolo dell’isolamento di un solaio con la macchina del calpestio

 

 

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EVOLUZIONE NORMATIVA TCAA:

 

Il DECRETO LEGISLATIVO  del 17 febbraio 2017, n. 42  affronta le disposizioni in materia di armonizzazione della normativa nazionale in materia di inquinamento acustico ed è in vigore dal 19 aprile 2017. Vengono definiti i criteri per l’esercizio della professione di tecnico competente in acustica (TCA), le modalità di abilitazione e iscrizione all’albo professionale e mantenimento della stessa.

L’elenco dei TCA è istituito presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare che provvede all’aggiornamento dell’elenco ed effettua verifiche periodiche dei requisiti e dei titoli autocertificati.

 

Requisiti per l’iscrizione:

Può essere iscritto nell’elenco dei TCA chi è in possesso della laurea o laurea magistrale ad indirizzo tecnico o scientifico e di almeno uno dei seguenti requisiti come specificato nell’allegato 2 del presente decreto:

  • Superamento dell’esame finale di un master universitario con un modulo di almeno 12 crediti in tema di acustica, di cui almeno 3 di laboratori di acustica, nelle tematiche oggetto della legge 26 ottobre 1995, n. 447, secondo lo schema di corso di cui all’allegato 2;
  • Superamento con profitto l’esame finale di un corso in acustica per tecnici competenti svolto secondo lo schema riportato nell’allegato 2;
  • Avere ottenuto almeno 12 crediti universitari in materie di acustica, di cui almeno 3 di laboratori di acustica, rilasciati per esami relativi ad insegnamenti il cui programma riprenda i contenuti dello schema di corso in acustica per tecnici competenti in allegato 2;
  • Aver conseguito il titolo di dottore di ricerca, con una tesi di dottorato in acustica ambientale.

 

Dal 19 aprile 2017 è stato avviato un periodo transitorio di cinque anni durante i quali possono essere iscritti nell’elenco anche i diplomati ad indirizzo tecnico o maturità scientifica se rispondenti ai requisiti, specificati nell’allegato 2 del D.lgs.

I cittadini italiani in possesso dei requisiti di legge che intendano svolgere la professione di TCA devono presentare apposita domanda alla regione o provincia autonoma di residenza, redatta secondo le modalità indicate dalla regione o provincia stessa. I richiedenti comunicano, mediante autocertificazione, il possesso dei titoli e dei requisiti richiesti per lo svolgimento di tale attività.

 

Aggiornamento professionale

Gli iscritti nell’elenco di TCA devono partecipare, nell’arco di 5 anni dalla data di pubblicazione e per ogni quinquennio successivo, a corsi di aggiornamento per una durata complessiva di almeno 30 ore, distribuite su almeno tre anni.

 

Il corso abilitante alla professione di TCA

I corsi in acustica per tecnici competenti sono tenuti da università, enti o istituti di ricerca, albi, collegi, ordini professionali, ma anche da soggetti idonei alla formazione ai sensi dell’allegato 1, punto 3. Il corso deve concludersi con un esame che rilasci un’attestazione finale di profitto e che sia tenuto da una commissione composta da due membri esperti scelti tra i docenti del corso e da un membro indicato dalla regione competente.

Il corso, per essere abilitante, deve rispettare specifici requisiti come da Decreto:

  1. a) Durata non inferiore a 180 ore, delle quali almeno 60 di esercitazioni pratiche;
  2. b) Contenuti minimi corrispondenti a quelli indicati al punto 6 allegato 2 del Dlg.;
  3. c) I corsi sono riconosciuti dalla regione in cui vengono organizzati e sono validi sull’intero territorio nazionale.

 

 

 

 

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